La Baia di Fiascherino

La strada costiera da Lerici a Tellaro ad ogni curva offre panorami suggestivi di splendide insenature: poco prima di Tellaro, Fiascherino è un piccolo insediamento, in una baia incantevole. Le spiagge di Fiascherino sono due, tra la Punta di Mezzana (La Baia) e la Punta di Treggiano (la Spiaggia della Balena). La Baia ha il magnifico sfondo del Golfo, con lo skyline unico di Portovenere, Palmaria e Tino.

Nella Baia della Punta di Mezzana sfocia il Canale del Lino, Arliano dei vecchi documenti; la baia era anticamente un eccellente approdo per le barche, favorito anche dalla sorgente perenne di fresca acqua dolce (la Pola) che si trova al livello del mare, segnata negli antichi Portulani Medicei e Vaticani (esiste ancora, vicina agli scogli, sul lato opposto al bunker).

Fiascherino è un luogo ideale e per i tuffi dagli scogli: fondale profondo, risalita facile e altezze variabili.

Fiascherino è il Feschalino del Codice Pelavicino, citato nel documento N.378 del 18 febbraio 1235, con uliveti, boschi e terre vignate che dal mare arrivavano alla via pubblica. Nel dialetto locale è chiamato Fescaìn, Fiascaìn. Fra le varie ipotesi sull’etimologia, è da ricordarne la probabile derivazione dal toponimico skalia, (frammento di pietra, roccia che si sfalda). Nella località, ricca di scisti, esiste una enorme roccia chiamata in dialetto Ròca morta . Toponimo storico, della tradizione orale e cartografica.

La Baia è circondata dal verde del Parco Montemarcello Magra, con il borgo della Serra arroccato in alto come un piccolo presepe.

Poesia e Cultura. Lo spirito del luogo 

Ci sono pochi posti in Italia, e forse nel mondo, sui quali la poesia abbia così generosamente dispiegato le sue ali di libertà e immaginazione. Nella casa rosa di Fiascherino, il selvaggio paesaggio marino ha incantato una coppia poco convenzionale, lo scrittore D. H. Lawrence e la sua compagna Frieda. 

Incastonata fra una baia e l’altra di Fiascherino, si trova la proprietà che un tempo fu di Percy Lubbock, scrittore di successo, punta di diamante del Times Literary Supplement,. Lubbock risiedeva nella splendida villa «Gli Scafari» – che si era fatto progettare da Cecil Pinsent, il grande architetto specializzato in giardini all’italiana. Proprio vicina alla casa sulla spiaggia di Fiascherino dove nel 1913 visse anche D.H. Lawrence. 

In questo breve tratto di costa, dove i pini d’Aleppo si aggrappano alle rocce e gli ulivi guardano gli strapiombi, sono passati o hanno abitato anche il pittore Arnold Böcklin, poeti e scrittori come Charles Dickens, Henry James, Charles Tomlinson, Virginia Woolf, Giovanni Giudici, Eugenio Montale, senza dimenticare gli “indigeni”, Paolo Bertolani, Marco Buticchi, Francesco Tonelli, Luigi Menozzi.

Poco distante da Fiascherino, nella casa bianca con gli archi di San Terenzo, venne a vivere una coppia trasgressiva, per l’epoca, come Mary e Percy Bysshe Shelley.

È stato Sem Benelli, mentre era in zona a scrivere La Cena delle Beffe, a dar nome “Golfo dei Poeti”. 

Ernest Hemingway ricorda il suo viaggio in uno dei suoi Quarantanove racconti. Tra gli artisti e gli intellettuali italiani ricordiamo anche lo scrittore e scienziato Paolo Mantegazza, i poeti Gabriele D’Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti (che lo definì Golfo delle Meraviglie). A Tellaro acquista la casa da lui ribattezzata “il Battistero”, Attilio Bertolucci, poeta tra i più grandi del ‘900 e padre dei due registi Bernardo e Giuseppe. Ed ancora citiamo lo scrittore Pier Paolo Pasolini, il giornalista Indro Montanelli, vero habitué di Montemarcello, come il designer olandese Bob Noorda. 

Mario Soldati pare che sia arrivato a Fiascherino per cercare le ultime tracce dello “scandaloso” autore dell’Amante di Lady Chatterley, proprio alla ricerca dei quaderni e dei disegni lasciati da Lawrence e forse custoditi in un vecchio baule. E proprio lo stesso Soldati arrivò per non andarsene mai più, restando nel suo splendido buen retiro sulla punta di Trigliano, fra Fiascherino e Tellaro.

Cosa rimane, oggi, del tempo in cui nel Golfo dei Poeti si poteva vedere Paolo Bertolani seduto in spiaggia accanto a una barca capovolta, con in mano le “Illuminations di Rimbaud”, o un pianoforte arrivare su una barca per essere trasportato dentro casa Lawrence, come nel film “Lezioni di piano”? Oggi resta la poesia del posto, il ricordo di una “polifonia di limoni e arance”, del “velo evanescente di una spuma” (E. Montale), del “cinereo grigio di una spiaggia che il mare affronta / mobile e irrequieto” (C. Tomlinson).  

Resta tutta la poesia dei tramonti sulle Isole e su Portovenere, i profumi dei pini, dei pitosfori, la spiaggia gli scogli a picco…

I Personaggi di Fiascherino

La storia di Fiascherino si intreccia con due figure molto diverse, entrambe particolari. Da una parte Giacomo Camillo Cimati, il Senatore che fece realizzare la villa sullo splendido promontorio di Fiascherino, al centro fra le due spiagge, oggi dimora della figlia Elena e del genero Tonino Fiori, genius loci per definizione di tutti. Dall’altra il famoso scrittore inglese D.H. Lawrence e la compagna Frieda Von Richtofen, che abitarono nella romantica baia, nel villino Gambroisier, fra ulivi e mare, vicino alla casa rosa dei mezzadri del Senatore. 

Nel tempo la prima trasformazione avvenne con il Camping, ottimamente organizzato tanto da divenire il camping del prestigioso Touring Club Italiano.

Evoluzione successiva, con una struttura ricettiva armoniosamente inserita nel contesto, è il complesso odierno con bassi tetti di rame e verde ovunque. Oggi nella splendida baia, fra pini, spiaggia, scogli e mare, sono le sorelle Simonetta e Giovanna Fiori che gestiscono il complesso con albergo, ristorante e bar, stabilimento balneare, piscina, tennis. 

Con la passione per Fiascherino che la famiglia si tramanda da generazioni.

Giacomo Camillo Cimati

Giacomo Camillo Cimati (Lerici, 18 giugno 1861 – Pontremoli, 2 febbraio 1945). Nato a Lerici da genitori di origine pontremolese, si è dedicato agli studi di scienze naturali e all’Università di Ginevra fu allievo del laboratorio di microscopia diretto da Karl Vogt. Dopo gli studi si stabilisce a Pontremoli, dove amministra i beni immobili e le attività commerciali e agricole di famiglia. Nel 1889 è il primo sindaco per elezione diretta. Sostenitore di Giovanni Giolitti viene eletto deputato per sei legislature, durante le quali viene anche nominato Sottosegretario alle Finanze e (per tre volte) alla Presidenza del Consiglio. Al termine della sesta legislatura viene nominato Senatore a vita. È stato un raffinato bibliofilo e un erudito amatore d’arte.

Onorificenze:

Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia 25 gennaio 1891 – Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia 23 dicembre 1906 – Grande ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia 28 maggio 1908 – Gran cordone dell’Ordine della Corona d’Italia 23 marzo 1911 – Commendatore dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 23 maggio 1907 – Grande ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 23 dicembre 1908

David Herbert Lawrence

Nel settembre del 1913, Fiascherino fu scelto da D.H. Lawrence e dalla compagna Frieda Von Richtofen per soggiornare nel villino rosa dei Gambroisier sino al giugno del 1914. Il villino si trovava sul lato destro del Canale del Lino e farci arrivare il pianoforte di Frieda, prima via mare col barchino poi con metodi empirici, con legni e corde su per le piane d’ulivo, fu un episodio che riassume perfettamente il mood del posto. Come il fragore delle mareggiate o la calma trasparente del mare, quando Lawrence andava a polpi con Ezechiele, con la piccola barca a remi. La coppia fece amicizia con i mezzadri del senatore Cimati, con gli abitanti di Tellaro e con gli stranieri colti del Gran Tour. Ma fu con gli abitanti del luogo, semplici ma autentici, che per Lawrence Fiascherino rappresentò davvero la stagione fondamentale della vita, l’impulso alla visione umanistica, alla rottura col vecchio mondo, che ritroviamo nelle sue opere.